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Dicembre 2004

Come si presentano i risultati dell'ultima rilevazione...

(a cura di Dr. Rocchi Alessandro, Responsabile Ufficio Prezzi, CCIAA di Venezia
e di Dr. Nicola De Rossi, Responsabile Ufficio Stampa, CCIAA di Venezia)

Note positive sul fronte degli alimentari e di diversi servizi ricreativi come l'acconciatore per donna, mentre i carburanti e le bollette per i servizi idrici di alcuni comuni continuano a salire: un mutuo ventennale per la casa a tasso variabile incide in media per 590 Euro al mese sugli stipendi di una famiglia.

Sono alcuni dei dati più interessanti della quarta rilevazione dell'Osservatorio Prezzi di Venezia, effettuata dal personale della Camera di Commercio di Venezia tra i mesi di settembre e ottobre 2004 e i cui risultati vengono illustrati nel corso della conferenza stampa convocata oggi, venerdì 17 Dicembre 2004 , nella sede camerale di Mestre .

Istituito in seguito ad un lavoro di collaborazione istituzionale e ad un conseguente protocollo d'intesa tra la Camera di Commercio di Venezia , la Provincia di Venezia e le principali Associazioni di categoria provinciali dei commercianti , degli artigiani , dei consumatori e dei l avoratori, denominato “ Alleanza per favorire la fiducia tra consumatori, commercianti e fornitori di beni e servizi nella provincia di Venezia ", con l'obiettivo di fornire al consumatore uno strumento permanente con funzioni di monitoraggio, informazione, trasparenza e regolamentazione del mercato, l'Osservatorio Prezzi di Venezia continua ad ampliare il proprio raggio di azione e a diventare, quindi, sempre più affidabile.

Rispetto alla precedente rilevazione, compiuta tra i mesi di maggio e giugno, il paniere di prodotti e servizi (suddiviso nelle categorie “ prodotti alimentari ”, “ prodotti per la casa e la persona ”, “ servizi diversi ”, “ svaghi e tempo libero ”) è stato, infatti, ulteriormente implementato raggiungendo quota 88 : al solito, i prezzi vengono rilevati presso la grande distribuzione ed esercizi commerciali come bar, trattorie, parrucchieri per donna e uomo, lavasecco, distributori di benzina, panifici, librerie e cartolerie, e nei centri più popolosi e rappresentativi del territorio provinciale quali Mestre, Venezia, Mira, Mirano, Scorzè, Chioggia, San Donà e Portogruaro.

Tra le new-entry più rilevanti, l'aperitivo al bar (per inciso, il costo nelle città più popolose spazia tra 1,30 e 1,70 Euro e qui Mestre si conferma un po' più cara di Venezia), vari articoli per la scuola in concomitanza con l'inizio del nuovo anno scolastico e, soprattutto, i mutui bancari immobiliari e i prestiti al consumo , i cui dati sono stati ottenuti mediante un'indagine pilota a campione sugli sportelli bancari della provincia di Venezia: è emerso, ad esempio, che per un mutuo di 100 mila Euro ripagabile in 20 anni a tasso fisso, il tasso di interesse annuo nominale è in media del 6,11% (per una rata mensile posticipata di 720 Euro), mentre a tasso variabile scende sensibilmente a 3,73% (per una rata mensile di 590 Euro).

Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, tenendo come riferimento quelli “medi”, le notizie per i consumatori sono abbastanza confortanti, soprattutto nella categoria degli alimentari dove, a fronte di 17 prodotti rincarati, ben 30 sono diminuiti e 2 sono rimasti invariati: un rallentamento confermato, salvo rare eccezioni come il pane, il latte e le uova, anche dal raffronto con i prodotti monitorati lo scorso anno nello stesso periodo. I cali di prezzo maggiori riguardano l'ortofrutta, fenomeno, questo, favorito senz'altro dal buon andamento climatico e dall'eccesso di offerta rispetto al 2003: le carote scendono addirittura del 26% rispetto alla precedente rilevazione, anche se non mancano le eccezioni come i limoni (più 12%). Spiccano, poi, anche il meno 25% della mozzarella, il meno 14% delle sarde e il meno 16% delle sogliole. Non mancano tuttavia le oscillazioni di prezzo tra il minimo e il massimo dell'ordine del triplo (è il caso delle mele, dei pomodori e delle patate) e addirittura del quadruplo (alici e le stesse sarde).

Sono migliorate le cose anche nel settore dei servizi ricreativi, tra i principali “responsabili” dell'aumento della “spesa complessiva” registrato nella terza rilevazione rispetto alla seconda: scende di qualcosa, ad esempio, il croissant al bar, che costa circa 75 centesimi, viene limato in media di 1 Euro il menu a prezzo fisso in trattoria (piatto di pasta, secondo di carne, contorno, mezza minerale, coperto e servizio), e risparmiano (il 5,6% in meno rispetto a giugno) anche le donne per il servizio di acconciatore - lavatura, taglio e messa in piega -, che si paga mediamente 29 Euro. Per contro, la cena in pizzeria è più salata e ora tocca i 10,59 Euro (più 2,4% rispetto a giugno) e costa leggermente di più anche il taglio dei capelli per uomo, tra i 14 e i 16 Euro.

Sostanzialmente stabile la situazione per i prodotti per la casa e la persona con variazioni, sia positive sia negative, più contenute rispetto al passato. Va segnalato però l'aumento del costo dei pannolini per bambini, in parte “bilanciato” dal risparmio sull'acquisto dei biscotti.

Le note meno liete, passando alla categoria degli “altri prodotti e servizi”, continuano a riguardare i carburanti: aumentano ancora sia la benzina sia, soprattutto, il gasolio, del 4,6% per quello servito dall'addetto alla pompa e addirittura del 5,8% con il “fai da te”, a dispetto dei consumatori che, per risparmiare, hanno optato per i motori diesel e per “sporcarsi le mani” a fare il pieno da sé. Anche l'acquedotto (acqua potabile, più canoni di depurazione e fognatura riferiti a una famiglia media di tre persone, con un consumo di 195 metri cubi l'anno) rincara sensibilmente a Mestre e a Venezia, di oltre il 20%: da 113 a 136 Euro. Per converso, si registra invece un leggero calo (2,4%) per la pulitura a secco della giacca da uomo, il cui costo medio si attesta sui 5,36 Euro: anche in questo caso, però, si riscontrano scostamenti rilevanti tra un minimo di 3 Euro a un massimo di 11 Euro, rilevato a Venezia.

Per dare infine qualche accenno alle dinamiche locali, sugli alimentari Venezia si conferma la più cara rispetto al resto della provincia, mentre la città più conveniente risulta senz'altro Mira e si risparmia anche a Portogruaro e a Mirano. Mestre, che a febbraio partiva da una posizione migliore (cioè più conveniente) della media, adesso dimostra un progressivo riallineamento con lo scontrino medio provinciale, e non è molto “virtuosa” sui prodotti ortofrutticoli. Al riguardo, la Camera di Commercio veneziana nel 2005 avvierà un tavolo di lavoro sull'ortofrutta.

I nuovi dati vengono illustrati nel dettaglio e commentati da Giuseppe Fedalto, membro di Giunta dell'Ente camerale veneziano e Consigliere amministratore della Confcommercio di Venezia, Giuseppe Scaboro, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Venezia, Mario Feltrin, Dirigente dell'area per la regolazione del mercato e la tutela del consumatore della Camera di Commercio, di cui fa parte anche l'ufficio Prezzi camerale che segue l'Osservatorio, e Giuseppe Castiello e Silvia Mattarello di Questlab, la società che ha curato per conto della Fondazione Nord Est la realizzazione del sito www.ve.quantocosti.it , in cui si può trovare spiegata la metodologia dell'iniziativa ed è possibile ricreare la propria “spesa virtuale”, confrontando i prezzi delle varie rilevazioni. Alla conferenza stampa intervengono anche rappresentanti delle Associazioni dei commercianti, degli artigiani e dei consumatori che aderiscono al progetto.

Leggi la newsletter dei risultati di genn.-febb. 2004:

Leggi la newsletter dei risultati di magg.-giug. 2004:

 

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